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Se qualcuno ne avesse bisogno…

Oggi, passeggiando per la città, mi è capitato di dare uno sguardo ad una vetrina di un robivecchi. Bhe, se qualcuno avesse bisogno di una sedia chiodata:

La trovate dal robivecchi di via Udine a Trieste. Qualche faccia da culo potrebbe trovarla comoda.

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Aggiornamento leghista

xe longhi!

Il 21 aprile, in piena campagna elettorale, sono stato testimone di un aggressione ai danni del deputato ed allora candidato sindaco Fedriga. Il video che ho raccolto e pubblicato sul tubo ha avuto il pregio di evitare che si strumentalizzi l’accaduto ridimensionando le dichiarazioni iniziali.

Dopo l’evento sono stato avvicinato da un carabiniere che mi ha chiesto le generalità e qualche giorno fa ho ricevuto un invito a recarmi alla caserma dell’arma. Qui un maresciallo ha raccolto la mia deposizione e mi ha richiesto copia del file: il deputato ha sporto denuncia nei confronti del signore protagonista della tenzone.

Voglio fare i miei complimenti all’impavido deputato che corre a piangere dallo stesso Stato italiano che ogni giorno lui ed i suoi pari umiliano; lo stesso Stato che li foraggia e mantiene, lo Stato che sopporta le scorreggie di borghezio, i rutti di bossi ed i lezzi di trota. Lo stesso Stato che, nonostante tutto, sopporta un fascismo di colore verde-fiore-padano.

Spero sinceramente che la selezione naturale faccia placidamente il suo corso condannandovi all’estinzione.

Lo auguro a voi ma, soprattutto, all’Italia.

Sweet Home 3d

render di casa zakunin

render di casa zakunin

Qualche tempo fa, dopo circa 6 mesi dall’arrivo di Enea sull’orbe terracqueo, io e la mia compagna ci ritrovammo nella necessità di ripensare gli spazi della sessantina di metri quadri (scarsi) di casa zakunin. Il riposizionamento avrebbe coinvolto principalmente due stanze; le necessità in ballo erano tre: dotare il simpatico mostriciattolo di una cameretta, non rinunciare completamente ad una “zona giorno” e continuare ad avere un accogliente nido d’ammoure.

Nell’impresa di rendere vivibili 60mq per tre gatti ed altrettanti umani si rivelò fondamentale la fase di progettazione che affrontammo assieme a Sweet Home 3D, un software multipiattaforma dedicato al design di interni e  pubblicato sotto licenza GPL.

Il programma è molto semplice: si disegnano pavimenti e mura, si aggiungono porte, finestre, mobili e soprammobili; è anche possibile, utilizzando una delle finestre del programma, navigare in soggettiva all’interno del disegno e googleggiando un po’, si possono scaricare ed installare centinaia di tipologie di mobili e soprammobili da inserire nel nostro plastico virtuale.

Alla fine si può scattare una fotografia del nostro lavoro (casa zakunin, in testa all’articolo).

QuattrovolteSI

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

a) referendum popolare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione;

b) referendum popolare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;

Si vota “SI” per dire NO alla privatizzazione dell’acqua.

c) referendum popolare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;

Si vota “SI” per dire NO alla più terribile energia concepita dall’uomo: quella nucleare.

d) referendum popolare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Si vota “SI” per dare un calcetto nel culo a quello stronzo di berlusconi.

Il referendum è l’unico istituto di democrazia diretta presente nel nostro ordinamento! Per la sua validità ed efficacia è necessario il raggiungimento del quorum, quindi del voto di almeno il 50% +1 degli aventi diritto.

Non partite il 12 ed il 13 giugno!

Fatevi sentire!

Gazzetta Ufficiale N. 77 del 4 Aprile 2011

16-05-2011 Aggiornamento referendum consultivo sardo (quesito:”Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”): vota quasi il 60% dei sardi (il quorum era di 1/3 degli aventi diritto). Dai primi dati sembra un plebiscito per i SI.

fonte: il fatto quotidiano

il “SI” passa con una percentuale di circa il 98%

27-05-2011 Ad oggi è ancora incerta la presenza del quesito relativo al nucleare a seguito dell’ennesima vaccata parlamentare.

01-06-2011 La corte di cassazione ha dato il via libera al referendum sulle nuove centrali nucleari. I quesiti rimangono quattro.

07-06-2011 Anche la Corte costituzionale conferma l’ammissibilità del quesito referendario sul nucleare.

13 giugno 2011 Quorum raggiunto e superato! L’italia ha votato QuattrovolteSI!

INFORMATIVA SUL NUCLEARE

Musica correlata:

Mercanti di liquori e Marco paolini – Due parti di idrogeno per una di ossigeno

Bad religion: atomic garden

Il sorgente dell’immagine 4volteSI.svg

Tensione al banchetto della lega

Trieste aprile 2011 – banchetto della lega per le elezioni amministrative in campo san giacomo a trieste Fedriga, nelle mire di un signore visibilmente alterato, viene difeso dalla guardia padana.

Fukushima

L’energia nucleare è nata, nell’immaginario collettivo, come dispensatrice di morte e si porta dietro questo stigma: un’energia che dà ad un uomo la possibilità di spazzare via centinaia di migliaia di persone premendo un bottone, per quanto imbrigliata e domata in centrali ultrasicure, sarà sempre guardata con sospetto.

E’ umano.

Com’è umano sbagliare, com’è umano che una cosa costruita dall’uomo possa rompersi o smettere di funzionare. Nel caso si rompa o smetta di funzionare una centrale nucleare, sono cazzi amari…

Piccola introduzione al free software ed all’open source

Sto costruendo, grazie a wordpress, un piccolo giornale online: labugia.org; il direttore della testata mi ha “commissionato” un articolo sull’open source che forse farà da apripista ad una rubrica dedicata al mondo del pinguino. Spammo pure qui l’articolo.

GNU in meditazione

Quando mi chiedono “che programmi usi?”, rispondo: “uso linux e programmi open source”; a questa affermazione, là dove il mio interlocutore non sgrana gli occhi confuso, mi sento rispondere: “ah! quelli gratis!”.

In parte è vero, non si paga per utilizzare programmi open source (ed il free software in generale), ma il fatto di essere gratuiti non è condizione sufficiente per qualificarli come tali; esistono programmi gratuiti che non per questo sono open source: gli antivirus per windows, ad esempio.

La differenza tra programmi open source e softwares proprietari è molto più profonda e sfaccettata e per spiegarla, mi affiderò ad un esempio forse un po’ surreale, ma che semplifica la comprensione delle specifiche differenze.

Parlerò di automobili.

Immaginiamo un mondo in cui convivano due tipi di produttori di automobili: i produttori di veicoli open source ed i produttori di macchine proprietarie.

I primi cedono gratuitamente veicoli base corredati da un manuale. A tutti i modelli che ti offrono i vari produttori puoi cambiare gli specchietti, modificare la vernice o sostituire i copri sedili, i cerchioni, i fari. Se ne capisci un po’ di più, puoi mettere le mani sul motore: cambiare lo scarico e modificare il carburatore, ad esempio; puoi anche cambiarlo il motore, trasformando la tua auto in un bolide da pista, oppure puoi modificarle il bagagliaio e l’abitacolo per ottenere un furgoncino o un pick-up.

Comunque sia, alla fine, avrai una macchina completamente diversa, unica; ma puoi e vuoi condividere con gli altri questa tua impresa: scriverai a tua volta un manuale che descriva come te la sei costruita così bella ed unica e lo girerai a qualcuno interessato che lo applicherà alla sua macchina open source, magari ampliando ulteriormente e migliorando le tue modifiche; e così via, in un alternarsi di sperimentazione, utilizzo e condivisione.

La macchina proprietaria mediamente te la compri: gli specchietti sono saldati alla carrozzeria, i cerchioni al semiasse, sedili e tappezzeria sono appiccicati con colle particolari al supporto e per dipingere la carrozzeria ci vuole una costosissima vernice prodotta solo da alcune ditte autorizzate ed applicabile solo con determinate tecniche sottoposte a copyright. Al posto del motore c’è un unico blocco di metallo che lo riveste: sono lamiere spesse un paio di centimetri. Ti si scarica la batteria: devi andare dal meccanico autorizzato che ti chiede un sacco di soldi per quello che potevi fare tu a costo 0 o quasi con la macchina open source: attaccare i cavi e caricarla.

Dopo 5 anni e numerosi e dispendiosi stop dal meccanico ti diranno che si è rotto un pezzo che pagheresti più del valore dell’auto. La butterai (inquinando) e ne compererai un altra (spendendo), ancora più blindata (rinunciando ad una tua libertà).

Quando mi è stato chiesto dal Direttore de “laBugia” di scrivere un articolo sull’open source descrivendo l’argomento nel modo più semplice possibile, è uscito dalla mia tastiera l’esempio qui sopra (non prima di uno stimolante carteggio elettronico con lo stesso Roberto).

Semplificando, fisiologicamente, si perdono dettagli e particolari importanti ed a volte illuminanti: ecco perchè chi scrive invita il lettore interessato a consultare il web dove esiste una documentazione sconfinata, adatta a tutti i livelli di utenza. Ed in questa documentazione potremmo scoprire che questo mondo non ci è poi così alieno: già utilizziamo strumenti open source e non ce ne accorgiamo; potremmo scoprire che oltre ai programmi esistono interi sistemi open source e che basta scaricarli, masterizzarli e farli partire dal cd per provarli; potremmo scoprire che con qualche click li possiamo installare sul nostro pc ed averli sempre a portata di boot…ma questa, è un altra storia.


enea papà

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