Archive for the 'informatica' Category

Io e la shell

My shell

Da qualche tempo nel mondo GNU/Linux c’è fermento; citando una vecchia pubblicità televisiva si potrebbe anzi dire che “c’è baruffa nell’aria”. Non che non sia mai stato così in questo ambiente: da quando utilizzo software libero ho assistito a battaglie verbali online di varia natura, accuse ed accesi dibattiti su chi ce l’abbia più lungo (il codice) o su chi ce l’abbia più libera (la licenza).

Questa volta l’oggetto del contendere è, secondo me, una delle cose più importanti per qualsiasi utilizzatore casalingo self-made di macchinette calcolatrici digitali e cioè il modo in cui il sistema si presenta all’utente: in due parole, l’interfaccia grafica.

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Santi moderni

Alla mattina del 6 ottobre mi ha svegliato una notizia: “amore, è morto Steve Jobs”; “Ehi! che sveglia originale!”; un bacio, caffè nero ed amaro, una brioche ed una rapida scorsa alle testate giornalistiche online prima di salutare compagna e marmocchio per dare inizio alle mie “otto ore per la sussistenza”.

La prima cosa che mi ha colpito è stata la visibilità mediatica data alla dipartita di  una persona che non era nient’altro che un imprenditore. Ho trovato macabro far diventare la morte di un uomo un gigantesco spot ad un’azienda; ma forse Steve Jobs avrebbe voluto così: in fondo è stato il più grande uomo di marketing di questi anni. Creava bisogni che non si hanno, oggetti che andavano (e vanno) a riempire i vuoti dentro il nostro essere occidentali sazi, annoiati e terribilmente indebitati. Sapeva vendersi e sapeva vendere: tra le sue eredità infatti, c’è il feticismo digitale: se se ne va con lui, non posso fare altro che rallegrarmene. Continua a leggere ‘Santi moderni’

Sweet Home 3d

render di casa zakunin

render di casa zakunin

Qualche tempo fa, dopo circa 6 mesi dall’arrivo di Enea sull’orbe terracqueo, io e la mia compagna ci ritrovammo nella necessità di ripensare gli spazi della sessantina di metri quadri (scarsi) di casa zakunin. Il riposizionamento avrebbe coinvolto principalmente due stanze; le necessità in ballo erano tre: dotare il simpatico mostriciattolo di una cameretta, non rinunciare completamente ad una “zona giorno” e continuare ad avere un accogliente nido d’ammoure.

Nell’impresa di rendere vivibili 60mq per tre gatti ed altrettanti umani si rivelò fondamentale la fase di progettazione che affrontammo assieme a Sweet Home 3D, un software multipiattaforma dedicato al design di interni e  pubblicato sotto licenza GPL.

Il programma è molto semplice: si disegnano pavimenti e mura, si aggiungono porte, finestre, mobili e soprammobili; è anche possibile, utilizzando una delle finestre del programma, navigare in soggettiva all’interno del disegno e googleggiando un po’, si possono scaricare ed installare centinaia di tipologie di mobili e soprammobili da inserire nel nostro plastico virtuale.

Alla fine si può scattare una fotografia del nostro lavoro (casa zakunin, in testa all’articolo).

jolicloud, made for netbooks

Da ormai due anni e mezzo è mio compagno di avventure digitali un netbook dell. Negli anni ha assaggiato più di una realease di ubuntu. Ogni volta mi sono ritrovato a doverci smanettare più del necessario: per i repository farlocchi appena acquistato, per fargli riconoscere la scheda wireless ma soprattutto per fargli digerire la stramaledettissima scheda video intel GMA500.

Dopo l’ultima installazione la scheda in questione mi ha fatto letteralmente impazzire: nonostante avessi brutalizzato la povera lince lucida con i demoniaci driver proprietari poulsbo, avvisi di problemi ad ogni avvio, video web con il parkinson, film a schermo intero con il delirium tremens e vlc con imbarazzanti problemi di visualizzazione dei filmati, caratterizzavano l’uso della mia povera macchinetta.

Così ho chiesto un po’ in giro e uli…ehm marco persinger ed i saggi salvatore e Daniele mi hanno segnalato jolicloud.

Jolicloud è una distribuzione gnu/linux derivata da ubuntu; la versione 1.1 che ho montato deriva direttamente dalla lince LTS (ubuntu 10.04). Il team che la sviluppa si è concentrato principalmente sulla compatibilità hardware in modo da supportare completamente quasi il 100% dei netbook presenti sul mercato.  Così, dopo aver creato una chiavetta live seguendo questa guida (il tool sul sito di jolicloud crea qualche problema con ubuntu 10.10) [1] ho proceduto con l’installazione: dopo aver seguito i soliti 7 semplici passaggi cui mi ha abituato ubuntu ed atteso una ventina di minuti per il completamento dell’installazione, eccomi sul mio netbook rinato: wireless attivo da subito, poulsbo (per quanto pur sempre orribili) attivi con performance accettabili, plug-in flash già attivo sull’ottimo chromium preinstallato. Cambio sfondo del desktop ed installo vlc ed abiword. Faccio pure una partita a space invaders…

L’interfaccia è giocattolosa ed intuitiva, vagamente aifonica. In pochi minuti trovo tutto quello che mi serve: solo il terminale è un po’ “imboscato”. Il tutto è veloce e reattivo. Dopo il primo giorno di utilizzo posso dire che questa distro è un vero gioiellino. Complimenti a quelli di jolicloud e grazie!

[1] traduco la guida dall’inglese:

Ottengo un errore con il tool di creazione USB jolicloud. Come creo manualmente una chiavetta USB jolicloud?

Il programma di installazione linux richiede python 2.4 o superiore. Python è preinstallato sulla maggior parte delle moderne distro linux. Se non lo hai, installa il pacchetto “Python” seguendo le istruzioni della tua distro;

1. Click qui per il download del programma ‘Linux Image Writer’.

2. Inserisci la tua chiavetta USB nel pc.

3.Se hai già dei contenuti nella chiavetta, fai un backup, chiudi tutte le cartelle e smonta tutte le unità ad essa correlate.

4. Apri un terminale e vai alla cartella dove hai scaricato il file:

cd /the/path/to/your/directory

5. Cambia i permessi allo script e lancia il programma:

chmod a+x linux-image-writer.py
sudo ./linux-image-writer.py Jolicloud-1.1.iso

la Rinascita!

Morto il pc, l’ho sepolto nel pc-cemetery.

Qui è rinato: equipaggiato di un athlon x3, una scheda madre msi, 4G di ram , una nvidia GT240 e una fantastilionata di megaGigaFANTA bits di disco fisso.

Alla faccia delle finanziarie! (magari)

Ho installato ubuntu 10.10rc in 30minuti. In un’ora era tutto perfettamente configurato: veloce e reattivo il pc impiega una venticinquina di secondi ad accendersi e 5 netti per spegnersi.

Alla faccia dei sistemi proprietari (scarica ubuntu)

hello, world!

zitta zitta, cacchia cacchia…

morte di un pc

io ci ho provato...

La scheda madre del mio vecchio pc ha smesso di funzionare rendendolo un pezzo di modernariato abbandonato sul pavimento.

In casa rimangono un mini dell ed uno sdentatissimo portatile acer.

Questo rallenterà la mia sperimentazione digitale.

Questo è il mio minuto di silenzio per la gloriosa macchina.

Domani vado al mare.

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dot not

😀


enea papà

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