Trst – Dubrovnik

Dubrovnik, Dalmazia meridionale.

Fossi superstizioso credo non sarei nemmeno partito. Dopo aver caricato come un mulo la mia fedelissima, per sbaglio, ho colpito il cavalletto con un piede e lei ha cominciato ad inclinarsi verso di me. Con la forza della disperazione, puntando i piedi e facendo forza sul corpo della moto con le mani e con il petto sullo specchietto retrovisore, sono riuscito a salvarla da una rovinosa caduta. Purtroppo, per l´eccessiva pressione, lo specchietto sinistro si e´ crepato: ora, quando vi guardo, vedo la strada sfaccettata, come in un mosaico. Per gli amanti del genere horror: ogni tanto, da quello specchietto, mi sembra di vedere una grossa macchina bianca dietro di me. Ma nell´altro specchio questa non appare e non e´ possibile vederla nemmeno se volto la testa all´indietro. Stephen King impazzirebbe 😛

La mia muletta

Non ricordo chi me lo abbia fatto notare ma la croazia ha la forma di un drago dove la testa e´ rappresentata dall´istria, le ali dalle regioni che portano all´interno ad oriente di Zagabria, il corpo e la coda sono formate dalla dalmazia e la punta di quest´ultima e´ Dubrovnik. Io sto cavalcando questo drago lungo la pancia, percorrendo la (per me oramai mitica) statale n. 8.

La strada che porta da Trieste a Opatija e´ scivolata sotto le ruote del mio TA come un tappeto: un attimo prima ero in mezzo al verde brillante delle colline alla base della penisola istriana, un attimo dopo l´odore del mare permeava tutto attorno a me. In questo tratto mi sono pensato come apparissi agli occhi di un distratto osservatore. Giubbino sgualcito da motociclista anni ottanta, jeans e scarpe da ginnastica casco rigorosamente con visiera alzata (a beccarmi in faccia insetti polvere e…profumi). E che dire della moto: sulla piastra posteriore tenda, coperta e tappetino in poliuretano. Sacche laterali stracariche (tutto per il campeggio da una parte, abiti dall´altra), e sul serbatoio una borsa magnetica. Sara´ che discendo da una famiglia di profughi…

La prima tappa e’ stata Rab. La strada che da Fiume raggiunge Jablanac (e che poi continua, simile, fino quasi a Zadar) e’ qualche cosa di indimenticabile e, ogni volta che la percorro, non posso fare a meno di gustarla in ogni suo piu’ piccolo tratto. Ogni curva offre uno scorcio nuovo; ogni volta l’azzurro del mare, del cielo ed il candore punteggiato di verde delle montagne calcaree che si tuffano nelle acque, lasciano senza fiato…devo dire, poi, che a lasciare senza fiato, sono pure le protezioni escogitate per questo lungo tratto di strada: la’ dove c’e’ pericolo (scarpate, cavalcavia,ecc.), non vi e’ nessuna protezione; la’ dove invece il pericolo e’ assente, guard rail e muretti di contenimento si sprecano…sara’ una tecnica croata per sfoltire l’invadenza del turismo internazionale…

Rab

A Rab avevo appuntamento con una collega ed un suo amico…nonche’ con la cagnetta di lei che mi ha molto colpito per  la barba, le bretelle, e la capacita’ di dormire in ogni luogo fosse possibile. Per tre giorni abbiamo cercato spiagge spettacolari e solitarie come da tradizione croata. Ma in questo siamo rimasti un po’ delusi. Unica bella sorpresa: una spiaggia non bellissima ma nemmeno malvagia…di sabbia. Credo di non aver mai visto della sabbia nel quarnaro. Alle sere, poi, si cercava un po’ di divertimento…ma il nulla regnava sovrano ed io incitavo i compagni di questo tratto di strada ad ingurgitare pelinkovac e/o qualsiasi bevanda spiritosa un bicchiere via l’altro…di solito non sono cosi’ ragazzi ma che volete…questo viaggio “ciama” 😛

Il paese e’ carino, nulla di piu’, e votato ad essere un “paradiso artificiale” per famiglie di turisti. Insomma: l’isola kvarnerina piu’ bella rimane Cherso.

Makarska

Salutati la splendida collega, l’amico con una grande cultura musicale (ed un insana passione per drinks orribili) e la cagnetta dormigliona, scendo verso dubrovnik per i restanti 10 giorni di viaggio in solitaria. Non avendo una grossa voglia di percorrere una distanza troppo grande, decido di fermarmi a Makarska, nella dalmazia centrale. La strada per arrivarvi perde molto di fascino da Zadar in poi. Inoltre quelli che sto percorrendo sono luoghi e strade che mi ricordano periodi felici della mia vita passata che, ora, hanno un sapore amaro come il veleno. Chissa’, forse un giorno ritorneranno ad essere dolci; forse deve solo passare del tempo.

Arrivo nei dintorni di Makarska nel tardo pomeriggio e mi calo nella cittadina che la guida che porto con me dice essere “ridente” poco piu’ tardi. Bhe, alla sera diventa un paradiso artificiale per giovani turisti appassionati di musica dozzinale e coktails. Riesco a beccarmi un concerto jazz che pero’ finisce troppo presto (nel locale ho fraternizzato con una comitiva di pensionati norvegesi che mi hanno offerto una quantita’ invereconda di birra). Solo verso le due trovo un baracchino dove mandano della musica pop croata e dove gruppuscoli di giovinastri avvinazzati cantano in coro abbracciati parole per me incomprensibili; io, in disparte, osservavo divertito.

Oggi sono partito da li’ per raggiungere dubrovnik, da cui scrivo. Lascio in sospeso il racconto del viaggio che  merita, per il valore paesaggistico, un capitolo a parte. Lascio pure in sospeso questioni ludico/filosofiche. Non e’ tempo di filosofie: c’e’ tanto da vedere…

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1 Response to “Trst – Dubrovnik”


  1. 1 Lorenzo settembre 17, 2008 alle 7:37 pm

    I drinks orribili sono così orribili (qualunque cocktail in croazia-slovenia) che li tracanno sperando in qualche effetto psichedelico…
    Eccomi qua, come già ti dissi il sito non è aggiornato… entro la fine del mese spero di raddrizzarlo con l’aiuto di php, sono stufo di fare pagine “a mano”…
    Che bel viaggetto ti sei fatto! Bello il racconto on the road! non vedo l’ora de cucar le foto!
    Ci vediamo domani allora! Hasta pronto


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