Go meso el naso fora della porta

Dopo quasi un anno ininterrotto a lavorare, sono finalmente riuscito a salire in sella alla mia fedele transalp ed a macinare più di una cinquantina di chilometri di filato. Finora, in questo metereologicamente altalenante agosto, è capitato due volte: la prima per un breve viaggio da Trieste a Bale, incantata località balneare croata; la seconda mi ha portato a Vienna, per vedere una città che non avevo mai visitato e ritrovare un amica, nonchè ex collega, che ora si ritrova a lavorare nell’asburgica e monumentale capitale.

Pausa tecnica durante il viaggio per Vienna

Non sono nuovo a viaggi “a lungo raggio” sulle due ruote. In passato ho affrontato sulla mia vecchia vespa un entusiasmante periplo della grecia continentale e diverse tappe in croazia. Con la giapponese mi sono spinto fino in umbria ed all’isola d’elba.

La particolarità è che ora questi viaggi (ed ancora di più il prossimo ed imminente) li affronto (non capitava da tanto) in solitaria, come da un po’ faccio con quel viaggio che chiamiamo vita.

Non credo esista nulla di più bello e più formativo per una persona che viaggiare, muoversi per il piacere di farlo; se c’è, non lo ho ancora trovato. Ognuno, a suo modo e con chi preferisce, dovrebbe trovare il tempo (ed a volte il coraggio), di mettere in stand-by la vita reale e lasciarla lì…congelata; e di concedersi quindi il lusso di spostarsi e mettersi in gioco osservando se stesso, finalmente, da un altra angolazione.

Il viaggio verso Bale è stato particolare: per evitare le strade slovene a pagamento mi sono perso sulle montagne istriane e, dopo una decina di chilometri di sterrato, mi sono ritrovato a varcare un confine secondario incustodito per entrare in Croazia. A tutti i motociclisti in ascolto: cercate sulla cartina Golac (sulla strada che da Trieste porta a Rijeka), da lì prendete la strada bianca: ampia e piuttosto semplice, offre panorami non indifferenti. Entrati in Croazia ci si ritrova in una sinuosa e spettacolare strada di montagna.

Per fare 130 km, ci ho messo circa 5 ore: quasi tre ore di piogge ad intermittenza mi hanno rallentato. Arrivato a Bale, dove avevo appuntamento con degli amici, mi son concesso due giorni di tintarella integrale, balli sfrenati e fiumi di rakija e pelinkovac. Per il rientro ho seguito strade più tradizionali, evitando comunque i tratti a pagamento e rientrando in italia per il valico secondario di belpoggio.

Per arrivare a Vienna, invece, ho scelto di evitare l’autostrada per un semplice motivo: per la prima volta avrei “sfidato” con il mio fedele destriero, le Alpi. E posso solo provare a descrivere la sensazione di affrontare quasi 500 chilometri di saliscendi ininterrotto con l’aria fresca, leggera e carica di profumi delle montagne che mi accarezzava la faccia. Ad un certo punto (colto forse dal delirio da carenza di ossigeno), mi sono ritrovato a paragonare il viaggio in motocicletta sulle montagne, all’andar per mare a vela. In questo mio stato allucinatorio ho immaginato le montagne come enormi onde che scorrevano sotto le ruote del transalp come fanno i marosi sotto le chiglie delle barche. Di certo una cosa è innegabile: circondato dai massicci montani sul tuo guscio di noce a due ruote ti senti piccolo piccolo, proprio come deve sentirsi il marinaio immerso in quel deserto blu pieno di vita che chiamiamo mare.

Ma anche questa splendida esperienza ha la sua macchia: essendo in ritardo all’appuntamento con la mia amica che aveva il turno di notte, mi sono messo a correre…e da dietro un cespuglio ad un certo punto, è apparso un autovelox…la prossima volta dovrò prendere dei provvedimenti 😛 sono in fiduciosa attesa dell’asburgica mazzata…

Di Vienna ho visto poco: la notte del mio arrivo sono uscito da solo ed ho conosciuto una stramba compagnia di artistoidi autoctoni con cui ho sbevazzato fino alle 4 del mattino. Il giorno dopo sveglia con calma e, al ritorno dal lavoro dell’amica, siamo usciti con l’intento di fare un giro turistico della città. Ma abbiamo cominciato a chiacchierare (era da tanto che non ci vedevamo e ce n’era da raccontarsi) e ci siamo concessi, dopo un “pranzo” delle 16.00, un dolcetto “particolare” grazie al quale abbiamo girato la città chiacchierando e ridendo a più non posso; uniche soste, prima di collassare in casa, un paio di locali dove concederci un drink e….4 risate…L’ultimo giorno è stato di riposo prima della ri-partenza: una visita al parco giochi del prater, pranzo, ed un paio di film.

I 600km del rientro mi hanno suscitato le stesse emozioni che ho descritto sopra…solo con il passeggero. Siamo rientrati con più calma, se si eccettua la tratta tarvisio-trieste, dove ci siamo lanciati in autostrada. Siamo arrivati a Trieste a mezzanotte….stanchi ma felici.

E tra qualche giorno si riparte: scenderò la Croazia lungo la Dalmazia fino ad arrivare a Dubrovnik. Poi spero di riuscira a passare in Bosnia, per Mostar e Sarajevo. Sempre ricordando che:

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.
John Steinbeck

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8 Responses to “Go meso el naso fora della porta”


  1. 1 Alice agosto 29, 2008 alle 11:40 am

    Olà che bella storia ti sei vissuto, allora evviva i viaggi che ti danno la sensazione di esser fuori da tutto, dove ogni angolo è una scoperta e un continuo rapportarsi con gl’altri e se stessi… Ok sto ripetendo in altro modo quello che hai già detto tu, ma sono una grande sostenitrice dei viaggi fai da te e mi si accende una lucina quando trovo delle tracce in giro di persone che riescono a godere di questo piacere…buon prossimo viaggio sono curiosa di leggere l’altro diario
    Alice

  2. 2 ceghe agosto 29, 2008 alle 2:22 pm

    io per viaggiare non ho bisogno di spostaarmi…
    Mostard?

  3. 3 zakunin agosto 29, 2008 alle 2:50 pm

    @ceghe

    eheh….le droghe non valgono nel discorso…

    grazie per la segnalazione, scappata una “d” 😛

    edit… “spostaarti?” 😀

  4. 4 BiofA settembre 2, 2008 alle 12:30 am

    ehee.. capitone viaggiante 🙂

  5. 5 Eskimo settembre 2, 2008 alle 2:25 am

    Bel diario di viaggio, davvero.

    Io con la moto non ci riuscirei troppa fifa.
    Al massimo in Vespa, mi dà l’idea che si va piano. 😛

    Se avessi le gambe lo farei in bicicletta, non avevendole mi accontento della macchina.
    La compagnia sono obbligato a cercarla e mi serve automunita dato che il sottoscritto non lo è 😀

  6. 6 viola della passione settembre 14, 2008 alle 1:14 pm

    ma bravo Cap!


  1. 1 Dubrovnik, Mostar, Sarajevo ed ancora Trst « zaku Trackback su settembre 14, 2008 alle 7:00 pm
  2. 2 Dubrovnik, Mostar, Sarajevo ed ancora Trst | zakunin.org Trackback su febbraio 19, 2012 alle 9:24 pm

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