Archivio per la categoria 'Polis?'



Ocio che te salta le bartuele e ta va fora coi copi

Viviamo nell’era del proibizionismo e della più assoluta ignoranza sul tema della droghe.

Il padre del proibizionismo moderno è un tale Harry Anslinger che, appoggiato dal governo degli stati uniti del dopo-crisi del ‘29 e del fallimentare esperimento del proibizionismo degli alcoolici, si scaglia in maniera invereconda contro l’uso della marijuana.

Viene creata a questo scopo una campagna di disinformazione capillare e durissima, anche con spot aberranti come questo:

Vengono poi adottati a partire dal 1937 con il marijuana tax act, una serie di provvedimenti atti a vietare qualsiasi uso della cannabis, oltre a quello ludico. Con gli anni questa non-cultura si diffonde nel mondo e così pure in Italia, dove la coltivazione della canapa era una tradizione consolidata ed occupava una parte non indifferente dell’economia agricola italiana.

Oggi questa non cultura e questa ipocrisia continuano a reggere, il consumatore è perseguitato dalla legge e la mafia sguazza allegramente in questo brodo di ignoranza. Ed i politici? Bhe…che si droghino è cosa oramai consolidata. Ma il proibizionismo, evidentemente, gli fa comodo e, mentre a destra la posizione sul tema droghe è chiara, a sinistra semplicemente non se ne parla o, quando lo si fa, si tratta il tema con una superficialità allarmante.

Chissà se vedremo mai un paese dove tra i cartelli elettorali spunteranno manifesti tipo questo:

:P

Salvo per miracolo

Tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, ha destato grande commozione l’incidente sul lavoro che ha causato la morte di sette operai dell’acciaieria ThyssenKrupp a Torino. Intanto, per chi non lo sapesse, ad oggi le statistiche recitano così:

Dall’inizio dell’anno ad ora, per lavoro, ci sono:
525 morti
525526 infortuni
13138 invalidi

Quindi siamo sempre nella media annuale, che prevede circa 1000 morti l’anno.

In questi giorni, mi è capitato di ripensare ad un episodio sul lavoro in cui ho seriamente rischiato la vita.

Lavoravo come magazziniere in una grande catena di supermercati. Movimentavo roll pieni di acqua minerale. I roll sono quella specie di gabbie su quattro ruote, alte più o meno due metri. Il magazzino stava su un soppalco e, per raggiungere il livello del negozio, bisognava scendere tramite un montacarichi, naturalmente, senza nessuna sicurezza: spostavi una barra di ferro e vi entravi.
Bene…quel giorno dovevo portare di sotto un roll carico d’acqua, lo trascino di spalle verso il montacarichi, sposto la barra, arretro….il montacarichi non c’è: due metri di vuoto dietro ed un piede a penzoloni senza appoggio, un roll in movimento con centinaia di litri d’acqua davanti. Non so come abbia fatto, un colpo di reni aggrappandomi al corrimano…e lo stupore di non essere diventato una statistica, di essere ancora vivo…

Quando mi capita di ripensarci mi scappa un sorriso. Chissà quale scenario starebbe vivendo il mondo senza di me (lo immaginate voi un mondo senza un zakunin? :P ), o in quale dramma si sarebbe potuta trasformare la mia vita.

Mi scappa un sorriso perchè in quell’episodio ritengo di essere stato semplicemente fortunato.

La nostra costituzione pone le basi dell’Italia sul lavoro. Ed il lavoro è un attività fatta da esseri umani per la società. E la società, lo stato, dovrebbero occuparsi di tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori. Quando accadrà? chissà…intanto aspettiamo che accada un altro dramma simile a quello della Thyssen. Poi ne parleremo per un paio di mesi. E poi?

E poi penseremo ancora alla “sicurezza e alla legalità”….sul posto di lavoro? Macchè: alla sicurezza del portafogli e alla legalità dei furti dei soliti noti.

povera patria…


Dei, metè zo le man!

Non so se sia sfuggito agli organi di stampa o cosa ma il 6 giugno di quest’anno cadeva il trentennale dell’entrata in vigore della legge 194.

Lo stesso giorno a Roma accadeva questo:

…sarà stata pure una coincidenza. Ma a me i brividi sono venuti lo stesso :P

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